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giochi


01:11 pm, canapiglia
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Joel è quello che fa tutte quelle cose bellissime giusto con un po’ di carta e poi le mette sul suo blog. Adesso però c’è anche il libro.

Joel è quello che fa tutte quelle cose bellissime giusto con un po’ di carta e poi le mette sul suo blog. Adesso però c’è anche il libro.


01:19 pm, canapiglia
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Norman Cherner, How to Build Children’s Toys and Furniture, 1954.
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Norman Cherner, How to Build Children’s Toys and Furniture, 1954.

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12:02 pm, canapiglia
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Paper City
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Paper City

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11:24 am, canapiglia
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HEXBUG (Nano)

Ecco un nuovo gioco che proprio ci mancava nel meraviglioso mondo del “e adesso cosa ci inventiamo?”

Dopo robottini vari e micro macchinine, ecco gli insetti:

Perché quella bambina sdraiata sul tavolo non si spaventa -o schifa- a morte? 

Poi i gusti sono gusti e l’idea di un insetto che è capace di scansare gli oggetti, cammina continuamente inarrestabile, funziona. Grazie ai loro sensori e alla batteria possono muoversi in autonomia senza bisogno di spinte/rotelline/bottoncini. 

Certo è che se torni a casa e ti vedi trenta di questi insetti sul tavolo del salotto, un po’ di senso di fastidio lo devi provare.

Se l’articolo interessa, è acquistabile sul sito, dove si possono trovare altre specie di insetti e habitat dove farli interagire tra loro e con lo spazio.

Diciamo tutti ciao all’era delle Micro Machines.


10:21 am, canapiglia
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Per saperne di più: qui.

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Per saperne di più: qui.


10:37 am, canapiglia
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MoMA Modern Kids

Il MoMAChronicle Books si sono posti come obiettivo quello di avvicinare i bambini all’arte e al design. Il modo più semplice ed efficace per farlo era attraverso la costruzione di una casa. Questa:




Con ovviamente i relativi abitanti. Loro:



Che hanno diritto a cambiarsi i vestiti:

e anche la pettinatura:

Con un risultato finale che è -più o meno- questo:


N.B: la Modern Family -come si intravvede nell’ultima immagine- comprende anche un gatto, altri tipi di animali domestici e diversi accessori. Non si fanno mica mancare niente.

Per comprare tutto questo ed altro ancora, basta rivolgersi al MoMA Store: qui.


02:52 pm, canapiglia
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Forse soffro di pediofobia

Già con questo video mi ero spaventata a morte.

Adesso scopro che esistono loro, le Reborn Baby Dolls: sembrano vere ma sono finte e quindi -a me- sembrano morte.

Nutro profonda stima e massimo rispetto per Deborah King, l’artista che crea queste bambole-umanoidi, curate nel dettaglio e perfettamente scambiabili per un vero neonato ad una distanza di mezzometro (anche molto meno di mezzo metro). Poi vedi l’occhio fisso e la manina rigida e immobile e capisci.

Capisci che no, che quella non è una creatura vivente, che quella non è pelle e che si, quegli occhi che sembra ti stiano guardando, sono in realtà di vetro. 


03:09 pm, canapiglia
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The art of chess

Come reinterpretare il gioco degli scacchi? Svecchiando e personalizzando pedine e scacchiere, ovvio.

Alcuni artisti hanno preso a cuore questa missione, creando dei piccoli capolavori.

Rachel Whiteread 2005

Barbara Kruger 2006

Jack and Dinos Chapman 2003

Tom Friedman 2005

Damien Hirst 2003

Alastair Mackie 2008

Tracey Emin 2008

Sarà possibile vedere queste creazioni al Fuori salone di Milano, dal 14 aprile 2010. Che più o meno si traduce in: io vedrò queste creazioni al Fuori salone di Milano, non so se proprio il 14 aprile.

(via designboom)


09:51 pm, canapiglia
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L’uomo più forte dell’universo

He-Man, meraviglioso barbaro dei dominatori dell’universo qui in una singolare immagine che lo ritrae senza spada.

Altro che Conan, Tarzan e compagnia bella: qui siamo di fronte al garante della pace su Eternia e difensore del castello di Grayskull dalle forze demoniache di  Skeletor.
E la sua migliore amica era una super tigre verde.


11:27 am, canapiglia
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Le train fantome. Le bambole perfette.

Fanja Ralison è francese ma vive nella campagna inglese. Dopo aver avuto il primo figlio ha cominciato a realizzare queste cose qui

Le stoffe sono ricercate ed il lavoro accurato. Assomigliano molto alle classiche bambole di pezza che non è più così semplice trovare con una attenzione particolare ad abiti ed accessori

Questa cura per il dettaglio rende ogni pezzo una piccola opera d’arte che mi dispiacerebbe dare in mano ad un bambino che in pochi minuti ha già addentato una gamba e staccato tutti i bottoni. Comprarle sì, ma tenersele per se su scaffali non raggiungibili. Poi ognuno è libero di essere altruista, se lo desidera.

Il sito: qui
Il blog: qui
Per acquistare: qui


03:02 pm, canapiglia
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Perchè i bambini non sono mica scemi e a volte nemmeno i genitori

Joel Henriques è in ordine: un padre e un artista. Sul suo sito si trovano lavori tipo questi

Mentre sul blog si trovano i lavori realizzati per/con i suoi figli

Qui nessuno sembra scemo.


03:20 pm, canapiglia
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Il mio nome è Carson, Ken Carson

Barbie è sempre stata onesta: troppo bionda-magra-lunga e in punta di piedi, anche con le scarpe da ginnastica.

Il suo non essere esattamente umana era visibile a tutti. Perfino a noi bambini. Però andavano bene così, lei e le sue amiche ugualmente troppo lunghe e in punta di piedi. Quello veramente sbagliato era Ken.

Perché i capelli di Ken erano di plastica?

Citando wikipidia: Rispetto a Barbie, i capelli di Ken sono realizzati in plastica e fanno parte dello stesso pezzo che costituisce la testa (e quanto suona brutto e sbagliato “fanno parte dello stesso pezzo che costituisce la testa” ?).

Perfino i vari animali di barbie -dal cane al cavallo- avevano un qualche tipo di peluria, ma Ken NO.

Fortunatamente si sono accorti della svista ed ora anche lui, dopo aver superato una profonda crisi con Barbie perché era riluttante al matrimonio, ha i capelli (qui in una fotografia tratta dall’album privato della coppia):

Che sia un parrucchino per coprire un inizio di alopecia?


06:16 pm, canapiglia
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Vogliamo ricordarla così

Così come Baby Mia (per saperne di più andare in basso, altrimenti: qui) anche Polly Pocket era un giocattolo all’avanguardia.

Nasceva alla fine degli anni ‘80, creata da Chriss Wiggs per sua figlia, come una scatolina colorata con dentro appunto Polly: una bambola in miniatura, stilizzatissima .

Le cose belle erano due: la trasportabilità, e il fatto che Polly non si capiva bene se fosse bella-brutta-alla moda-cool (uso il termine cool citando il sito di Polly Pocket oggi che sembra adorare questa parola). Era semplicemente graziosa.

Per farla breve: era un giocattolo, non una specie di icona (oggi si chiama addirittura Fashion Polly) che di Pocket non ha più nulla.

Tanto per capirci, ecco il gioco delle differenze:

Polly ieri

Polly oggi

La cosa triste è preferire una simil Barbie -un pò più bassa- a qualcosa che nasceva come un prodotto nuovo e poteva essere reinventato e reso moderno in modo diverso, anche se meno commerciale.


07:01 pm, canapiglia
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video

Baby Mia era una bambola all’avanguardia:

  1. Lei parlava e rideva, le altre no (indimenticabile il “MAMMA, ti voglio bene”)
  2. Lei apriva e chiudeva gli occhi azzurri, le altre no (per poi chiuderli definitivamente quando sapeva che era ora di andare a dormire)
  3. Lei ciucciava -con versi annessi- il latte dal biberon rosa e bianco (mi fa pensare il fatto che su google se cerchi la parola “biberon”, la prima pagina che appare è quella di locali per lapdance - tra cui appunto il Biberon di Cremona) le altre, no.

Detto questo, vista adesso, ha un non so che di inquietante, forse proprio perchè parlava (ma poco e male), apriva e chiudeva gli occhi azzurri (ma in modo meccanico ed innaturale), e ciucciava -con versi annessi- il latte dal biberon rosa e bianco (qui mi inquieta la lapdance).

Io però la ricordo con affetto, lei ed il suo deciso “HO FAME”.